venerdì 15 aprile 2016

Kepler 3042 - Due Chiacchiere stellari [Modena Play parte2]



Anno 3042: l’umanità è pronta per l’esplorazione della galassia

Inizia così il manuale utente che mi passa Mario Sacchi: “Albo se ti è piaciuto Bretagne vedrai che con questo prendi il volo!” ed in effetti devo dire che l’ambientazione è quella…. Stelle, pianeti, asteroidi, buchi neri… “base luna chiama Albo, base luna chiama Albo, mi ricevi Albo?” si si ti ricevo forte e chiaro!

Il carteggio sulle varie chat mi porta a Modena sul banco degli invitati: “Che onore! Poter testare un nuovo gioco in anteprima della mia casa editrice italiana preferita, quella del mio gioco preferito (Florenza) e che mi ha tenuto sveglio con la grafica e le meccaniche di uno dei suoi top class (Bretagne)… sembra troppo bello per essere vero” così mentre mi siedo mi guardo intorno per capire se si tratta di candid-camera. Ma il sogno supera la realtà.


Già seduti ci sono Mario, Andrea Bianchin aka Sgananzium, l’autore di Kepler 3042 Simone Cerruti Sola e altri compagni di avventura scafandrati e attaccati alle sedie dal robuste cinte con scritte Momo.
Conto alla rovescia…. 5, 4, 3, 2, unooooooo…. Partiti!
Il gioco è già nel vivo quando mi siedo ma Sgana e la sua microcinecamera Xiaomi se ne stanno per andare quindi mi affretto ad aggiornarmi sul regolamento per entrare subito nella rissa spaziale!

KEPLER 3042
German dal peso decisamente elevato come quello di un buco nero; un gestionale da 2 a 4 marinai delle atmosfere in cui dovrete esplorare, colonizzare, sfruttare e terraformare i Pianeti della Via Lattea,  ottimizzando le tecnologie a vostra disposizione e spedendo i propri razzetti tra pianeti e miniere come fossero lanterne rosse la sera del compleanno di Rapunzel!
Sulla propria plancia c’è tutto il necessario per i neo-ammiragli-Nemo 20mila leghe sopra i mari: viaggi spaziali, propulsori a velocità luce, curvatura dello spazio/tempo, stabilizzazione di wormholes… c’è da leccarsi i baffi come il telegattone dopo essersi mangiato Twitty, Jerry e un pesce di nome Wanda sul tetto che scotta, tutto come fosse…. La prima voltaaaaaa.
A farla da padrona i nostri amati cubetti di legno, cubetti, cubetti e ancora cubetti: neri di antimateria come gli atomicron, arancioni come Van Basten, bianchi come WhiteSnow e i settanta nanoni! “Cubetti tricolore, È ora il turno dei cubetti tricolori con una faccetta bianca […]” (cit.)

Con questi inseparabili amici è possibile entrare nel turbinio di una macchina a stati finiti che prevede il passaggio dalla produzione, alla spesa dei cubetti per compiere azioni, al bruciare gli stessi ponendoli nel pozzo di Clausius (famoso gladiatore romano eroe del pit-fighting) ed infine rigenerarli attraverso delle azioni speciali.
Il TURNO DI GIOCO è rapido e veloce come Mohammed Alì con le scarpe di Mercurio:
1) Rivelazione carta: si pesca un evento che verrà risolto nella fase finale del turno e che guiderà le azioni in corso.
2) Azioni: una tra le azioni della Placentia; obbligatorio spostarsi, facoltativo beneficiare dell’effetto. Si annoverano tra le tante: Mappatura Galattica (per rivelare pianeti), Genera Antimateria, Accumulo Energetico (per produrre nrg), Terraforma pianeti. In totale NOVE AZIONI STANDARD.
In corrispondenza di riga e colonna dell’azione scelta, è possibile selezionare una o entrambe le azioni bonus sacrificando però uno dei cubetti-tricolore. In totale SEI AZIONI BONUS.
È quindi possibile muovere le astronavi e spostarsi dalla zona di partenza fino alle aree più periferiche della mappa composta da tessere con sovrastampati dei piccoli esagoni con pianeti, miniere o spazio aperto.
Infine è possibile recuperare le astronavi e passare così al giocatore successivo.
Quando tutti hanno giocato si passa all’ultima fase di turno
3) Fine Turno: qui si applica l’evento della carta, si assegnano i vessilli e si passa il tesserino primo giocatore.

SCONTRO TRA NAVICELLE
La prima cosa che colpisce di Kelpler è l’ottimo livello di componentistica per essere un prototipo.
La prossima uscita su kickstarter fa sì che i matriali siano già pregiati ma di fondo c’è tanto da vedere ancora.
Le meccaniche se pur un mix sapiente di piazzamento e conquista già visti, sanno introdurre il giusto bland di connotazioni saporite dallo spiccato retrogusto di suino selvaggio abituato a ruspare nelle lande deserte alla periferia di Orione. Praticamente tutto quello che un giocatore german non può farsi mancare per godere a pieno delle esperienze di gioco borderline tra il mondo crucco e quello americano dove di made in USA troviamo la mappa, le miniature e l’aspetto serie Eclipse-Reduced ma il modo di fare punti e concept è tipicamente tzgerman!
Sgana è a un buon p\unto, ha conquistato parte del perimetro latteo nella sua costellazione Parmalat ma perde asfalto dagli altri che invece si allontanano nelle zone di confine esterno.
Mi passa il testimone che sembro il piccolo Likas Haas nel film con Errison Ford, Witness. Sperduto come Teseo ecco che mi viene in soccorso Mario, non certo una bella Penelope ma ogni tanto bisogna accontentarsi. In pochi minuti mi accompagna nelle mosse e mi apre l’universo di combinazioni e profondità ultrasonica che si cela dietro questo mitico gioco d’atmosfera e calcolo.
La partita si chiude con grandi complimenti al gioco e al suo giovane autore Simone Cerruti Sola.
E proprio con lui parte l’intervista prima dei saluti.

INTERVISTA A SIMONE CERRUTI SOLA-R-2D2
1-Ciao Simone, allora, parlami di questa play 2016. Che te ne pare e come l’hai passata
Ciao! Da quando c'è Play ne ho sempre preso parte, ma la mia prima fiera come ospite mi ha riempito d'orgoglio ed ha anche messo alla prova la mia timidezza :-P.
L'evento è costantemente in crescita, l'unico rammarico è stato non potersi tuffare nella mischia per sperimentare e vedere giochi ma, come hai visto, l'ho passato incatenato ad un tavolo per fare provare il gioco, sotto la spietata frusta di Mario: per fortuna sono riuscito a nascondere sotto il tavolo una borsa-frigo con delle birre fresche!

2-Ecco cos’era quel rumore di compressore e quel fresco che veniva da sotto il tavolo…. Speravo non fosse un warp… e in fatti era un Wheerpool :DD
Come a Play tante novità e tanti tavoli ma mai abbastanza visto la crescita dell’attenzione dei media catalizzata dall’esplosione di giocatori. Tu come lo vedi questo revamping del gioco da tavolo?
La crescita avuta negli ultimi anni non me la sarei mai aspettata, ne sono felice perchè credo molto nel gioco intelligente come occasione d'incontro. Comunque il numero di giocatori si è gonfiato di pari passo al livello dei giochi che, prima è migliorato molto nelle meccaniche, ed ora sta crescendo di più sotto l'aspetto grafico.

3-Si concordo, sulla grafica e i materiali si sta spingendo tipo pimp-my-game, roba da DMax!
Quali sono i tuoi giochi preferiti?
Ho una vasta gamma di cinghialozzi teutonici tra i miei preferiti. Su tutti spiccano Twilight Struggle per l'ambientazione, Agricola per la rigiocabilità e Bretagne per la grafica.

4-Ahhh… tre pezzi da novanta, Bretagne in particolare (e non lo dico per piaggeria visto che stiamo qui con Mario e la Placentia col fiato sul collo, ma mi ha veramente catturato! Meccanica perfetta e grafica da quadro!). Tra i giochi recentissimi ce ne sono alcuni che ti hanno colpito?
Non posso parlare, i miei editori mi tengono in scacco! Scherzi a parte, mi ha impressionato la scalata di Pandemic Legacy a BoardGameGeek. Non è recentissimo, perché se non sbaglio è del 2012, ma mi affascina molto Tzolk'in.

5-A Pandemic Legacy, ci ho giocato proprio a Pasqua macinando 5 partite consecutive…. Roba da dipendenza. Tzolkin con le sue ruote dentate resta anche per me uno dei top german made in casa nostra.
Cominciamo ad entrare nel vivo: parlaci un po' di te, quando hai iniziato ad avvicinarti al game designing e quali sono stati i tuoi primi passi?
La passione di creare giochi in realtà è sempre stata una mia caratteristica. I miei primi passi da game designing sono stati la creazione di un paio di altri prototipi, che non hanno trovato ancora la via editoriale. Sicuramente è stato determinante avere amici con la mia stessa passione, ed una svolta importante è stata conoscere Mario e Matteo grazie al bellissimo torneo multigame, presso la sede degli slow-game di Borgomanero.

6-Dai primi giochi a Kepler 3042 credo ce ne passi parecchia di strada: ci racconti la partenogenesi di questo interessantissimo gioco?
Di Starship Scramble (sì, inizialmente Kepler si chiamava così) ho iniziato a parlare durante una passeggiata con mia moglie circa 2 anni fa: l'ho buttato fuori all'improvviso!! Poi è nata la sfida per il bilanciamento, che è la cosa che più mi coinvolge nella creazione di un gioco. Un passaggio importante per la crescita di Kepler, è stato portare il prototipo in prova ad IdeaG di Torino nel 2015, l'incontro tra autori ed editori.

7-Idea G è una fucina di novità a quanto vedo, leggo e sento! Il Kepler di turno non smentisce l’assioma :D
Come mai Placentia Games? Qualche aneddoto oppure anche tu amante del made in italy fatto con la cura e l’attenzione spasmodica ai dettagli tipica dei Piacentini e di Post Scriptum?
Ricordo ancora il giorno in cui ho conosciuto Mario, la capacità e la passione con cui mi ha spiegato il gioco El Grande. Semplicemente, quando ho iniziato a creare giochi, mi sono rivolto a lui perchè mi è piaciuta la persona da subito. Poi ho conosciuto Matteo, che ha un ottimo fiuto per il bilanciamento ed ha una mente molto schematica.

8-Dai iniziamo ora che ti sei scaldato, passiamo alle domande serie: Kepler 3042, una bumba… ma come ti è venuta  l’idea?
Ehm, mi hanno sempre sbalordito le distanze cosmiche e, di conseguenza, l'idea di futuri viaggi spaziali. L'idea di un gioco è nata improvvisa: inizialmente stavo parlando di un documentario sulle dimensioni della galassia con Valentina (mia moglie), da lì l'idea per un Board Game mi è uscita un po' come un fiume in piena (Povera donna, quanta pazienza! :-P).

9-Piero Angela ne ha fatti di danni… ahahaha Scherzo!
Uno degli aspetti più innovativi del tuo Kepler è il modo di selezionare le azioni anche in base alle azioni bonus che si potrebbero innescare, aggiunto alla gestione dei cubetti che vanno centillinati ma mai accumulati troppo, cercando di produrne il giusto grazie alla conquista dei territori. Spiegami bene quali sono gli approcci vincenti.
Il bello di Kepler è che non c'è un vero approccio vincente. Primo perchè la rigiocabilità è elevata: ad ogni partita cambia l'obiettivo della tua super-potenza, variano gli eventi di turno ed i pianeti sono disposti sempre in posizioni completamente diverse. Secondo perchè è possibile disputare una partita vincente sia con un approccio molto aggressivo, logorando la propria riserva di risorse per ottenere azioni bonus, sia con un approccio più cauto per ottenere robuste produzioni verso fine partita. Inoltre, la partita può essere condotta partendo rapidamente verso la colonizzazione o aspettando di sviluppare migliori tecnologie, facendo una partita di forte movimento o programmando viaggi più duraturi. Infine c'è la corsa alle due Leadership: conviene di più essere una potenza coloniale o primeggiare nella Tecnologia? Non ho una risposta, dipende dal tipo di partita...

10-Timido? Potresti fare il responsabile dell’ufficio vendite di Placentia… “Mario okkio alla potrona!” J
Kepler = un German con l’aspetto + americano. Sempre più giocatori teutonici si stanno facendo affascinare dal lato trash della forza… tu sei riuscito a mantenere l’equilibrio delle gravità tipo trottola di Inception. Voluto o mixato per accontentare tutti?
Il lato German mi è venuto più spontaneo, poi ho lavorato con più calma all'aspetto Americano per renderlo gustoso a più palati.

11-Terraformazione mi ricorda molto Terra Mystica, quel fantastico gioco del quale noi hardgamer non ci stanchiamo mai di intessere le lodi. Devo dire però che qui il termine assume toni molto più light, veloci, freschi. Niente menate di zappe da contare e predisporre… si passa dalla plancetta all’azione, rapido, conciso, diretto! Efficace. Quanto ci è voluto per far maturare questa caratteristica del gioco?
L'idea di Terraformare i pianeti con delle carte fronte-retro mi è venuta subito, dal già citato pomeriggio della passeggiata. Più difficoltoso è stato calibrarlo e renderlo fluido all'interno del gioco, perchè terraformare prevede diversi aspetti tra requisiti necessari e vantaggi ottenuti. Infine, l'esperienza dei Placentia, lo ha reso ancora più immediato ai giocatori.

12-Si bellissimo l’uso delle carte sulla doppia faccia, mi piace un sacco! Ho suggerito cose simili ad un paio di amici autori ultimamente, secondo me è la chicca.
Quanto aiuta il contributo di Mario e della Placentia game nel raffinare idee e meccaniche?
E' il contributo di chi ha una passione tale, da spingersi a curare quello che fa fino ai minimi dettagli. La meccanica di Kepler è rimasta tale, ma la loro esperienza ha migliorato decisamente moltissimi aspetti, pur conservando l'idea originale. Inoltre, mi è piaciuto confrontarmi con loro, hanno un modo di lavorare schietto e sincero.

13-Dai un voto al tuo gioco e sbilanciati con un pronostico sulla posizione di Kepler 3042 sulla lista BGG entro il 31/12/2016. Al momento Florenza e Bretagne non sono proprio nella top 100 ma io li reputo: il primo il mio gioco preferito, il secondo uno dei migliori della mia top 20. Cosa serve secondo te ad un gioco per spaccare di brutto e arrivare così in alto in classifica?
Il voto lo lascio mettere ai giocatori che lo provano, sulla posizione su BGG immagino molte cose, ma sono un sognatore e quindi spero che il nome compaia tra i primi cento...
Gli aspetti dei giochi che spaccano sono davvero molteplici, talvolta anche in contrasto tra loro, così come i gusti dei giocatori: un buon BG è quello che la maggior parte di coloro che lo provano, vorrebbero rigiocarlo ancora.

14-Si come le ciliegie! Effetto Marco Polo si dice adesso… quella sensazione di appagamento inappagante che ti lascia la voglia di un’altra botta e via!
Dimmi qualche cosa sul tuo Kepler 3042 che non sia ancora stato mai detto né qui né altrove.
Nel mio gruppo di gioco dei Guerrieri Valsesiani, si era diffusa la voce che il gioco avrebbe potuto chiamarsi Stella Girella perché, il buco nero al centro del tabellone, era rappresentato da una spirale disegnata a mano da me. In realtà, Stella Girella è il nome scherzoso con cui Matteo Panara ha chiamato  l'insieme di appunti sulla lavorazione del prototipo. :-P

Grazie mille Simone! Grazie a te, ciao!

Prima di chiudere passo la parola a Mario per le battute finali

INTERVISTA A MARIO SACCHI (Placentia Games e Post
Scriptum)
1-Ciao Mario, intanto grazie mille per avermi invitato a provare questo ottimo Kepler 3042. Spiegami bene il progetto, il kickstarter e come funziona adesso!
Ciao Albo! Grazie a te per l'entusiasmo :)
Il progetto è un gioco da tavolo (fanta)scientifico e gestionale, che porti un po' di novità sul mercato, con meccaniche classiche, ma rinfrescate in modo innovativo, grafica mozzafiato e la maggior verosimiglianza scientifica possibile. La campagna Kickstarter partirà a maggio, con l'obiettivo di far uscire il gioco a Essen 2016. Nelle prossime settimane cercheremo di portare in giro il gioco e di mostrarvi i nuovi materiali man mano che arrivano.

2-Bene quindi aspettiamo di vedervi in giro… a Roma sono previste tappe? :D
Ho visto sul vostro nuovo blog (mi fai concorrenza? Ehi ce l’hai con me? Parli con me?) che siete sinceramente convinti che il crowdfunding non sia solo un modo di fare prevendita ma anche un modo sano di lanciare un prodotto pur avendoci già investito (quindi da confutare il mito dell’avvio senza rischio d’impresa). Me ne parli di più?
Ehi, guarda che io ho iniziato a scrivere su blog nel 2013! ;)
Riguardo al crowdfunfing, sostanzialmente confermo quello che hai scritto: molti giocatori sono convinti che sia solo un mezzo per non investire capitale iniziale, ma non è affatto così, o almeno non sempre. Mettere in piedi una campagna è un enorme dispendio di soldi, tempo ed energie e se non va in porto sono problemi!
Personalmente penso che produrre un gioco seguendo i sistemi tradizionali sia molto meno rischioso (anche economicamente) rispetto a Kickstarter, ma Placentia ha fatto questa scelta e noi di Post Scriptum siamo convinti che sia effettivamente quella giusta per dare maggior risalto ai titoli di questa casa editrice, che sono validi, ma non ancora abbastanza conosciuti. 

3-Massimo rispetto per queste scelte che personalmente condivido!
Passiamo alla storia e al recente passato: Placentia nasce col botto, Florenza! Un titolo che a mio avviso fa la differenza tra un gioco bello e un gioco che spacca!
Poi Ark & Noah sempre di Stefano Groppi, un gioco più light con modalità di gioco per famiglie, un ottimo introduttivo con una meccanica di selezione azioni tipo puertoRico.
Un card Game (Florenza) per sgrassare il repertorio da tavolo.
La seconda Edizione di Florenza per perfezionare il già ottimo titolo, raggiungendo livelli top (mia top ONE!)
Infine Bretagne ad impreziosire ancora di più il catalogo prodotti con un peso massimo dalla grafica SPETTACOLOSA!
Ora con Kepler 3042 a che punto siete? Dove state andando e quali sono i progetti in canna?
Nononostante per la prima volta si affronti una tematica futuristica, Kepler 3042 è un gioco Placentia a tutti gli effetti. Si tratta di un gestionale altamente strategico, proprio come piace a noi! La speranza di tutti è che rappresenti un punto di svolta per la casa editrice e che questo modo di lavorare possa estendersi anche ai prossimi titoli. Oltre a Grandi Laghi, già annunciato, abbiamo già visto parecchi altri giochi davvero interessanti e l'obiettivo è di riuscire a farne uscire almeno due all'anno, in futuro. 

4-Come dicevi tu, la qualità richiede tempo quindi meglio pochi ma buonissimi.
Quanto contano per voi le fiere di settore e quanto invece gli eventi locali meno noti ma più ricchi di contatto umano, paly-test e raffinamento on the road?
Beh, a livello di playtesting noi di Post Scriptum frequentiamo regolarmente tre diverse ludoteche e anche i titolari di Placentia sono in contatto con associazioni del loro territorio. Inoltre gli autori dei giochi che abbiamo pubblicato finora hanno sempre avuto gruppi di tester affidabili con cui lavorare, quindi direi che siamo messi già molto bene di base (e spero che questo traspaia dai giochi). Ovviamente il lavoro in fiera è comunque fondamentale perché si sottopone il prodotto in stadio avanzato a gente che non l’ha mai provato prima e si possono verificare situazioni di gioco mai viste nei mesi precedenti. Inoltre, e questo è davvero super importante, si può valutare l’ergonomia del gioco, perché i tester che ne hanno seguito lo sviluppo hanno già dimestichezza con i materiali e la grafica, mentre i nuovi no ed è fondamentale verificare che tutto funzioni bene.
Da questo punto di vista, sia le grandi fiere sia gli appuntamenti più piccoli sono validi allo stesso modo. L’importante è far provare i giochi!

5-Se fossi un gioco da tavolo che gioco saresti (vietato dire uno dei vostri :D)
Mah, direi uno di quei giochi in cui puoi pianificare, ma devi tirar fuori il meglio da un elemento casuale. Per esempio Carcassonne, in cui devi trovare il modo migliore per piazzare la tessera, ragionando sia in modo tattico che strategico. Questo perché nella realizzazione di un gioco sicuramente bisogna avere ben chiaro in mente il piano generale, ma visto che nel processo ci sono tantissime componenti, inevitabilmente ci si trova di fronte all’imprevisto, sia in negativo (qualcuno che non rispetta una scadenza, un collaboratore che si ammala, una regola che sembrava funzionare e invece richiede settimane per essere sistemata), sia in positivo (per esempio, un’idea bellissima e improvvisa che migliora notevolmente il gioco, ma richiede di rifare del lavoro da capo). Compito dell’editore è gestirlo al meglio, nell’ambito della strada che porta alla vittoria o, in concreto, alla realizzazione di un bel gioco.

6-Sei andato sul classicone-quattro-stagioni eh!? Vabbeh non posso darti torto.
Come ti sembra stia cambiando il panorama dei boardgame moderni con le recenti mode legacy (a cui accennava anche Simone prima), assalto imperiali e annessi? E come pensa la Placentia con Post Scriptum di adattarsi ai tempi che mutano così velocemente?
Beh, il mercato si evolve di anno in anno, da sempre. Tutte le innovazioni sono benvenute, anche se è chiaro che ci saranno sempre categorie di giocatori che non le apprezzeranno. Noi teniamo sempre gli occhi aperti e cerchiamo di provare tutto e, soprattutto, se qualcosa ha successo cerchiamo di capire perché lo ha avuto e se la ricetta applicata è adatta anche a noi.
Se il mondo si evolve, vince chi si evolve di conseguenza
J

Bene, spero di essere stato sufficientemente prolisso, meritandomi il trafiletto “post chilometrico” anche stavolta ma d’altra parte, non mi capita tutti i giorni un’anteprima del genere..
Ciao e alla prossima mandrakata!
Alberto
Ciao e grazie,
Mario


2 commenti:

  1. Complimenti!
    Ad Albo per l'ottimo articolo.
    A Simone per la bella idea di gioco, l'umiltà e la passione.
    A Mario, Post Scriptum e Placentia per la competenza e professionalità.

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